|

Training per talent scout che sappiano accendere i ragazzi alla vita
In fondo a questa pagina sono disponibili documenti per il download
Gli educatori, all’interno della grande tematica del circo, aiuteranno i ragazzi nel mettere a punto giochi e numeri, spettacoli,creando così un’atmosfera speciale...
Il Circo infatti è insieme educazione fisica ed espressione corporea, disciplina interiore e gioia: teatro, musica, colori, gioco, abilità, spirito di gruppo: cosa c’è di meglio?
Come ogni circo anche "Circus Musical" è strutturato in più piste, che indicano i temi educativi di fondo che il sussidio approfondirà. Ognuna delle tre piste risulta esplicitata e riconosciuta nel sistema di premiazione dei giochi e di realizzazione delle attività.
La valorizzazione delle dimensioni educative legate ad ogni pista diventerà addirittura il criterio base per la realizzazione dello spettacolo finale e per il suo completo successo.
Un Circo a Tre piste!
LA PISTA della conoscenza di sé
Per un dialogo tra diversi che sia veramente autentico, è necessario partire dal concetto di identità: riscoprire i propri tratti distintivi, le proprie radici, le proprie emozioni, i limiti e la nostra irriducibile unicità.
Il circo diventa metafora della vita dei ragazzi, che nel cerchio magico di questa Pista riconoscono e mettono alla prova le loro abilità e potenzialità. Un percorso di conoscenza di sè e di fiducia in sè che li predisporrà ad accettare la sfida. Scoprire le proprie capacità è anche confrontarsi con i propri limiti, non per franare su di essi ma per sfidarli, come strumento per crescere non senza fatiche e impegno.
Il circo diviene così un’arena dove mettersi pienamente in gioco nel perfezionare la propria intelligenza intrapersonale: il riconoscimento, la consapevolezza di sé e l’abilità ad agire con gli altri e con l’ambiente in maniera adeguata sono strettamente correlati; coscienza dei propri stati d'animo più profondi, delle intenzioni e dei desideri; l'autocontrollo, la disciplina, l'autostima; l’abilità di incanalare le proprie emozioni in forme socialmente accettabili. La sfida infine diventa ‘giocata’ anche dai ragazzi che convoglieranno la loro esperienza nello spettacolo finale al termine del centro estivo.
LA PISTA dell’incontro con l’altro
Non si fa circo da soli. Il mondo del circo, e ancor più quello dei saltimbanchi, è sempre stato il luogo di incontro di differenti culture, dove la diversità è sempre stata sinonimo di patrimonio e non di chiusura. Non si ha crescita vera senza l’esperienza dell’altro/a. Incontrare l’altro vuol dire anche incontrare il conflitto e lo scontro con i rischi che questo porta, se non è gestito efficacemente: la creazione dello stereotipo, che ci apre al dilemma tra la necessità di decifrare l’altro e la sua irriducibile individualità che sempre lo stereotipo o il pregiudizio copre e occulta. È necessario stimolare allora un duplice decentramento: • un decentramento cognitivo dove lasciarsi raccontare dall’altro, provando la paura di essere scoperti anche in lati di sé che si vorrebbero tener nascosti soprattutto a se stessi; l’altro ci racconta in base ai nostri atteggiamenti, modi di fare e di relazionarci, alle nostre autopresentazioni. • decentramento emotivo: mettersi nei panni dell’altro dal punto di vista delle sue gioie, paure, emozioni, per abituarci a pensare letteralmente con la testa e con il cuore dell’altro. Il conflitto può essere risorsa per un ulteriore crescita delle persone, ma solo se gestito adeguatamente. Una conflittualità non gestita correttamente oppure trascurata genera solo sentimenti e atteggiamenti negativi su di sé e sugli altri, aumenta le nostre rigidità e i nostri stereotipi, verso una sempre maggiore chiusura comunicativa. Siamo all’antitesi dell’incontro con l’altro. L’altro ci fa da specchio e ci aiuta a guardarci dentro; a sfidarsi, e a fare i conti con la realtà, imparando a spingersi oltre quando essa sembra schiacciare ogni speranza. L’amico vero è così. Sa immergersi nei pensieri dell’altro e, quando serve, a prenderli su di sé.
E’ l’interesse per l’altro e per la sua felicità che costituisce il punto fermo dell’amicizia e ne fa un’avventura sempre aperta alla speranza. Qui in gioco è la nostra intelligenza interpersonale: l’abilità di percepire e interpretare gli stati d'animo, le motivazioni, le intenzioni e i sentimenti altrui.
LA PISTA del pensare creativo
Con questo sussidio vogliamo aiutare gli educatori a portare i bambini e i ragazzi a sviluppare quello che viene definito "pensiero creativo" che

sviluppa in particolare la capacità di vedere il quotidiano con occhi diversi:
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.” (Marcel Proust)
Un’avventura educativa nella quale i ragazzi imparino a - trasformare le minacce e gli ostacoli in opportunità, - considerare i limiti e le sconfitte come punti di ripartenza, - le diversità ed i problemi come risorse, - i conflitti come occasioni di crescita, - le paure come spinte per andare oltre, - gli sforzi e le diffico
ltà come compagni per diventare più forti.
È lo sviluppo di un pensare positivo dove accettare le differenze, imparare a sorridere delle difficoltà piccole o grandi della vita, sviluppare l'autostima, favorire l'integrazione fra gruppi, riscoprire una gestualità e una corporeità spontanea che consenta una migliore espressione delle emozioni, ridere e far ridere attraverso l'autoironia e la scoperta delle proprie parti comiche. L’intelligenza emotiva viene accolta e sollecitata nelle prime due piste mentre in questa trova lo sviluppo nella sua totalità, in modo da stimolare nei ragazzi un processo di maturazione profondo e globale.
In sintesi: una "Pista unica" circolare, per accogliere ed educare globalmente
Una PISTA del circo ha l’importante caratteristica di essere CIRCOLARE. Questa circolarità ha in sé alcuni aspetti importanti su cui riflettere: • essere a 360° come a 360° è la visione del bambino: il bambino viene così riconosciuto e portato a riflettere sui vari aspetti del proprio essere a “360°”, aperto al mondo e alla vita nella sua totalità e spontaneità; • più direzioni - una direzione: attraverso al possibilità di progettare liberamente è possibile verificare che la pista non è a senso unico, chiunque può scegliere la direzione che preferisce orario o antiorario o anche cambiarla in continuazione, ma quello che ti permette è comunque l’incontro con tutti e un positivo decentramento della prospettiva che consente di guardare alla medesima situazione da punti di vista diversi. • l’attore è più vicino allo spettatore: l’attore su questo “palco” circolare non è visto solo frontalmente dal pubblico che assiste distante in poltrona, separato da un alto palco e da un sipario, ma è visto a 360° da un pubblico che inizia laddove finisce la pista.
La circolarità della nostra pista rappresenta allora una splendida metafora della “polivalenza” educativa: • la pista come spazio di sperimentazione al di là delle singole abilità e attitudini; • piste dove mettersi in gioco a 360°, superando i limiti, i nostri pregiudizi e stereotipi, verso una maturazione integrale della persona. • Crescere non è irrigidirsi su di in una singola abilità (quella in cui ci si sente più sicuri, in cui si ottengono più feedback positivi di stima e di accettazione), la quale non permetterà mai al ragazzo di sapersi adattare serenamente alle più svariate situazioni che la più ampia “pista” della vita gli farà incontrare. • Crescere, senza disdegnare di valorizzare le specificità di ognuno, è acquisire progressivamente uno sguardo ampio sul mondo e sugli altri (a 360° per l’appunto), capace ogni volta di stupore e meraviglia, al fine di liberarci dalle nostre fissità mentali, dai nostri occhiali monocromatici, per lasciarci ogni volta mettere in gioco ed agire in modo adeguato e adattivo alla complessità del reale.
|